tutum tutum. tremo lungo i binari che mi portano via. e quanti post si saranno scritti al mondo su treni e partenze e viaggi e addii? uno in più chè il coro s'infrondi. di notte, un po' leggo e un po' fumo, di nascosto in bagno come a scuola, sperando di trovare il modo di corrompere la bidella con un gossip in più. i paesotti mi sorpassano sulla sinistra mentre divoro settimana enigmistica come fosse grancereale. il tempo dei mandarini è agli sgoccioli, l'acqua, ancora una volta l'acqua è calda. pregusto il primo cappuccino con il latte di casa, poco caffè, mi raccomando. mezz'ora in stazione quando va bene, ammaliata dalle differenze dei molti mondi del mondo.. in fondo, sempre le stesse. mezz'ora quando il bicchiere è mezzo pieno, quando il raccolto del niente è maturo, come ogni volta. ben tornata, madame.