carissimo phinocchio, amico dei giorni più lieti e di tutti i miei segreti che confidavo a te. che ne sapevo che avresti usato ogni minuscolo dettaglio, come una spina, contro di me? carissimo phinocchio, ricordi quant'ero cretina: nel bianco del mio lettino, ti sognai, ti parlai, ti spogliai.  avevo fretta perché avrei voluto arrivare prima che te ne rendessi conto e ti andassi a rintanare. e tu fai il dioetrologo e mi dai della ninfomane (a proposito di dietrologia, almeno quella, che ti veniva bene, potevi elargirla un po' di più, no?). carissimo phinocchio, amico dei giorni più lieti, in tutti i miei segreti, resti ancor nel mio cuor come allor. ma tornerai a non farmi né caldo né freddo. e la smetterò di provare pena per chi è così idiota da cadere ancora nelle tue trame appiccicose.